Monday, May 07, 2012

Federico Leocata [Frustrated Funk/WéMè Records/Le Galassie di Seyfert/Last Known Trajectory]






1) Sei nato in Sicilia, vivi in Sicilia, ma la tua prima produzione è per una label Maltese, la Pinkpube, quindi nel 2010 “Perfido Incanto” un 12” per l’etichetta belga WéMè Records. Insomma la solita storia, bisogna lavorare al di là delle Alpi per avere visibilità…

Purtroppo è la verità, sono pochissime le labels italiane davvero degne di nota che cercano di uscire fuori dai canoni musicali stereotipati (penso, ad esempio, alla Sauroid dell’amico Giosuè Impellizzeri). In Italia siamo ancora molto “provinciali”, leggo querelle inutili sull’uso della tecnologia digitale, si da troppa importanza allo strumento e troppo poca al risultato finale.

2) La WéMè Records ha prodotto artisti del calibro di DJ Stingray, Acid Kirk, Ceephax, Cylob, Global Goon e “Perfido Incanto” è stato apprezzato e sostenuto da Heinrich Muller ovvero Gerald Donald (solo a scriverne il nome mi tremano le mani)… raccontaci di questa storia e di come è nato questo rapporto…

Tutto risale all’estate del 2009. Ad agosto morì mia madre e sentì l’esigenza di ringraziare Mueller, la sua musica mi aiutò particolarmente in un periodo davvero difficile per me… parlammo moltissimo e, qualche mese dopo, inviai dei miei brani per avere una sua opinione, ricordo che mi rispose alle 4 del mattino chiedendomi il permesso di poterle inviare a delle labels a cui potevano interessare: Rephlex, Micron (l’etichetta di Stingray) e ,ovviamente, la WéMè, che fu subito interessata. Non credo di esagerare dicendo che fu uno dei giorni più belli della mia vita.

3) Il podcast che ci hai regalato è di una bellezza straniante – materia[organica] in un reticolo insinuante e contorto di materia[inorganica] parlaci della tua visione….

Il mio approccio con la musica è totalmente concettuale, nasco come artista visivo e baso la mia ricerca artistica sull’inconscio, sull’Ombra di ogni essere umano, per questo molte volte il mio sound viene percepito come angosciante… il mio unico intento è dare voce al nostro lato più nascosto.

Infatti, in molte recensioni si fa riferimento alla tua musica anche in termini di angoscia, oppressione e dolore; ho anche letto che la tua musica è di matrice Junghiana...

Credo proprio che il dolore o l’angoscia non siano assolutamente insiti nella natura della mia musica ma che, toccando l’inconscio dei fruitori, sia una condizione di ascolto quasi inevitabile, non cerco affatto di rappresentare il lato doloroso della vita, semplicemente quello inconscio. Ho scoperto Jung quasi per caso. Circa 6-7 anni fa mi sono imbattuto in varie critiche cinematografiche di uno dei miei film preferiti (studio cinema al DAMS), “8 ½” di Fellini, e, incuriosito dai vari riferimenti junghiani, ho voluto approfondire ed è stata una vera illuminazione: le sue opere, oltre ad essere per me spunto di riflessione, hanno un effetto terapeutico non indifferente.



4)Come dicevi prima, nasci come artista visuale e i nei tuoi liveset i visuals hanno un forte impatto.

Come artista visivo mi sono sempre mosso nell’ambito della video arte e dell’illustrazione digitale: credo nell’interdisciplinarietà tra le arti (il mito del gesamtkunstwerk wagneriano è in me abbastanza presente), ed il connubio audio-video è per me di fondamentale importanza. Recentemente sono stato contattato da una docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania e credo proprio che ci saranno novità in tal senso.



5)Tutti i tuoi video sono autoprodotti, in due parole “differenza e ripetizione”

 Alcune volte fungo da performer, altre volte mi affido a delle ragazze. Girai il video di “The Mirror” l’estate scorsa in un garage e fu un esperienza molto edificante, la ragazza è stata in grado di seguire le mie direzioni pur non avendomi mai visto prima. La ripetizione è presente ovunque: nei video sono presenti gli stessi movimenti, nella musica troviamo sequenze che si ripetono, e dentro di noi troviamo messaggi dell’uomo primitivo che vengono ripetuti tramite l’inconscio collettivo.



6) il tuo rapporto con i visuals non è limitato solamente ai tuoi video o alle tue performance live, ma hai anche all’attivo diverse partecipazioni a mostre e esibizioni con videoinstallazioni e opere fotografiche

Faccio parte di una galleria italo-belga dal 2005 e ho esposto a Catania e in Grecia. Ho abbandonato (quasi del tutto) l’illustrazione digitale perché ho comunque trovato un equilibrio artistico che per molti anni ho cercato.



7)Quest’anno hai già al tuo attivo una release in digitale per l’etichetta bresciana Le Galassie Di Seyfert, “L'Homme Qui Te Regarde” e una release in vinile per l’etichetta belga Frustrated Funk, “Phantasmo Obscuro”. Cosa di dobbiamo aspettare per il futuro ?

Uscirà tra non molto “Phantasmo Obscuro” in versione digital, a giugno uscirà in digitale “The Man From Another Place” per la Last Known Trajectory (la versione in vinile uscirà alla fine dell’anno). Da poco tempo ho totalmente rinnovato il mio studio e sto lavorando a due nuovi progetti, non ho assolutamente idea della data d’uscita.